Rivalutazione di terreni e partecipazioni nel 2024: proroga al 30 novembre e nuovi dettagli
Con la pubblicazione del Decreto Legge 9 agosto 2024 n. 113, il governo ha introdotto una proroga importante: i contribuenti avranno tempo fino al 30 novembre 2024 per optare per la rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni posseduti al 1° gennaio 2024. Questa misura, che offre la possibilità di rivalutare il costo fiscale dei beni al valore di mercato, si rivolge a soggetti non imprenditori come persone fisiche, società semplici, enti non commerciali e soggetti non residenti senza stabile organizzazione in Italia.
Rivalutazione: i nuovi termini
La proroga al 30 novembre 2024, estende il termine originario del 30 giugno 2024 per la presentazione delle perizie e il pagamento dell’imposta sostitutiva. Entro tale scadenza, i contribuenti dovranno:
- Far redigere e asseverare una perizia di stima da un professionista abilitato (ad esempio, un commercialista o un ingegnere) per certificare il valore del terreno o delle partecipazioni.
- Versare l’imposta sostitutiva del 16% sull’importo rivalutato, oppure optare per il versamento rateale, iniziando con la prima delle tre rate annuali.
Aliquota e modalità di pagamento
L’aliquota dell’imposta sostitutiva rimane fissata al 16%, sia per i terreni (agricoli ed edificabili) sia per le partecipazioni non quotate. È possibile eseguire il pagamento in tre rate annuali di pari importo, con scadenze fissate al 30 novembre 2024, 30 novembre 2025 e 30 novembre 2026. Le rate successive alla prima saranno maggiorate di un interesse annuo del 3% a partire dal 30 novembre 2024.
La rivalutazione del valore fiscale di terreni e partecipazioni consente di affrancare le plusvalenze future riducendo notevolmente il carico fiscale in caso di cessione. In assenza di rivalutazione, infatti, la cessione dei beni sarebbe soggetta a un’imposta ordinaria del 26% sulle plusvalenze, mentre l’imposta sostitutiva fissata al 16% rende più vantaggioso il pagamento.
Un esempio pratico: se un contribuente ha acquistato un terreno per 50.000 € e il suo valore al 1° gennaio 2024 è di 150.000 €, la rivalutazione costerebbe 24.000 € (ossia 150.000 € * 16%). Senza rivalutazione, l’imposta ordinaria sulla plusvalenza di 100.000 € sarebbe 26.000 € (ossia 100.000 € * 26%).
Rideterminazione del costo per beni rivalutati in passato
Il Decreto Legge 113/2024 introduce anche la possibilità di effettuare una nuova rivalutazione per beni che erano già stati oggetto di precedenti rivalutazioni. In questi casi, il contribuente potrà scomputare l’imposta sostitutiva già versata dalla nuova imposta dovuta. Questo può essere vantaggioso in situazioni in cui i valori di mercato sono cambiati, consentendo una riduzione dell’imposta complessiva da versare. Inoltre, nel caso di rivalutazioni parziali, lo scomputo riguarderà solo la parte della partecipazione o del terreno già rivalutata in precedenza.
Non perdere l’occasione: richiedi una perizia e valuta la convenienza della rivalutazione dei tuoi beni entro il nuovo termine.
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